
Mentre l'Italia, schiacciata dalla crisi, studia come vendere il patrimonio statale e liberalizzare settori, la Germania sfida i colossi privati. Il campo più in espansione è quello dell'energia, dove numerosi Comuni hanno fondato nuove aziende pubbliche, di proprietà al 100% municipale e dove sono stati annunciati investimenti per circa 10 miliardi di euro (per far salire la loro produzione di energia dal 10 al 25%).
Questo permetterà di finanziare soprattutto centrali da fonti alternative (parchi eolici, impianti termici a carbone). Questo progresso è dovuto anche all'ultima legge del governo tedesco sulle energie rinnovabili (Eeg), varata dalla cancelliera Angela Merkel nel 2009 e seguita dal NO al nucleare deciso nel 2011 che ha dato il colpo di grazia a multinazionali come la RWE (Rheinisch-Westfälisches Elektrizitätswerk).
Grazie quindi ai 1.400 imprenditori pubblici riuniti nell'associazione, per i privati la torta del business si restringerà ancora. E la situazione si è completamente ribaltata: i piccoli comuni titolari di oltre 900 centrali cittadine sono diventati competitivi con i colossi. Il punto di forza è che, sebbene le centrali comunali siano tutti piccoli impianti decentrati per la fornitura di energia, sono tanti e, riunendosi insieme, hanno fatto la forza.
E' proprio il caso di dirlo: l'unione fa la forza. Quando da noi?
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